REGOLE DEL GIOCARE E DEL PAGARE A TRESSETTE

Tradotto dal Chitarrella

 

 

I.             Etimologia

Il gioco del tressette prende il nome da tre e sette; perché al tressette scoperto tre sette contano tre punti.

 

II.          Dei compagni

1.             Viene giocato da quattro persone, queste giocano in società due contro due.

2.             In qualche luogo, (per la scelta delle coppie), si chiama di prima mano un tre o un due o un asso, e diventa suo compagno chi la carta chiamata. Questa società si fa per tutto. E questo io approvo.

3.             In altre parti vi è l’uso di cambiar compagno dopo un certo numero di partite.

 

III.       Dei numeri, dell’ordine e del valore delle carte

1.             Al tressette le carte hanno il medesimo numero, ordine e valore delle carte del mediatore.

2.             Uno mescola le carte; chi sta a sinistra alza il mazzo, dividendo in due; chi sta a destra gioca di prima mano.

3.             Succedendo uno sbaglio mentre si danno le carte, chi è di mano decide quel che vuol fare.

4.             Se poi lo sbaglio dipende da una carta che è caduta a terra, si mescolano un’altra volta le carte.

 

IV.        Come si accusano i punti

1.             Tre assi fanno tre punti, e così anche tre due e tre tre. L’asso col due e col tre, al medesimo seme, valgono pure tre punti, e formano la napoletana, detta così perché si usa in Napoli.

2.             Alcuni altri, con nuovo diritto, accusano la napoletana col re, cavallo, donna, sette…, che si dice con la coda. In tal caso, ognuna di queste carte aggiunte aumenta un punto alla napoletana.

 

V.           Delle parole che sono permesse

1.             E’ proibito al tressette parlare molto o fare fracasso. Solo si può dire: busso (se si vuole che il compagno giochi la carta migliore); striscio lungo (se si hanno diverse carte di uno stesso seme, ma senza ammattatore); striscio se si hanno due carte a uno stesso seme; e piombo se se ne ha una sola. Col ventotto o col ventinove terzo si può dire: liscio o busso.

 

VI.        Delle regole

1.             Di prima mano, contro il tre, non devi mai bussare.

2.             Se hai una rientrata puoi bussare forte e risoluto.

3.             Si usa bussare con tre carte di un ammattatore(carico)

4.             Col re quarto, accompagnato da cavallo e donna, bussa per malizia.

5.             Contro l’asso terzo non si bussa né si scarta.

6.             Sapendo che il compagno ha il tre, gioca il due del tuo ventotto.

7.             Col ventotto o col ventinove, avendo il re, nel primo caso bussa col due, nel secondo col tre.

8.             Se hai il venticinque col re, è di regola bussare col tre.

9.             Col venticinque succede spesso di giocare il re e, se lo si ritiene opportuno, senza bussare.

10.         Di solito gioca al seme che scartano gli avversari.

11.         Il primo scarto del compagno è quello che ti indica il seme dove non devi giocare.

12.         E’ vergognoso giocare contro lo scarto del tuo compagno e giustificarti dicendo che t’eri distratto.

13.         L’avarizia è sempre una brutta cosa ma alle carte è deleteria.

14.         Se per caso in qualche seme non hai carte, allora fa un solo scarto.

15.         Se tu lisci e io ti do figura, cambia gioco.

16.         Preoccupati di fare prima il punto, se vuoi essere buon giocatore.

17.         Lagnarsi delle carte è vizio, mostrarle è pericoloso.

18.         Se le carte ti sono avverse, cerca di cambiarle.

19.         Al compagno che bussa dai la migliore, all’avversario la peggiore.

20.         Mostra d’essere buon giocatore chi fa l’ultimo punto.

21.         E’ permesso bussar falso, non piombar falso.

22.         Il due secondo non si dà mai, ma questa regola  incerta.

23.         Negar l’asso al compagno che bussa è farsi danno.

24.         E’ permesso veder soltanto le prime carte che giocarono gli avversari.

25.         Annuncia subito che accusi; dopo fatta la prima giocata dichiara che cosa e dove e quanto.

26.         Chi fa più punti vince: e allor non far fare agli avversai più punti dei tuoi.

27.         Il giocatore malizioso sta sempre indifferente.

28.         Cerca di aver ben coperte le tue carte e di vedere quelle degli avversari.

29.         Non adirarti mai giocando.

30.         Chi scarta al seme che ha più forte, merita di essere dannato nei giorni di festa e in quelli feriali.

 

VII.     Delle regole del pagare

1.             Il mazzo di carte è formato da undici punti.

2.             Per vincere si debbono fare ventun punti.

3.             Perde la (posta) semplice chi fa almeno undici punti.

4.             Facendo meno di undici punti si perde la doppia, ma non è poi così un gran danno.

5.             Perdere la partita in tre giocate per non aver fatto un punto, si dice ''andare per stracci’’.

6.             Vincere la partita in tre giocate è segno di saper ben giocare.

7.             La partita semplice, la doppia, e in tre giocate si dicono: marcio, baruffo, capotto.

 

Fin qui è la regola, il resto è nella fortuna.

 

Il Tressette senza accuse

Il tressette si può giocare anche senza l’obbligo delle accuse; diventa allora un tressette più difficile, mancando l’indicazione dei carichi accusati, ma per il resto segue le stesse regole e norme dell’altro tressette. Questa scelta conviene ai giocatori più bravi, infatti le accuse aumentano ancor più la fortuna di chi ha già avuto buone carte.